
Chi mi frequenta quotidianamente solo a leggere il titolo di questo post avrà reazioni tipo orticaria. Nelle ultime settimane riconosco di essere stato leggermente monotematico. Ho avuto una sola cosa in testa: mettere insieme il mio nuovo set da barba. Un’operazione delicata per diversi motivi. Il primo è la natura del tema. Farsi la barba è una cosa intima e totalmente definita dai propri gusti personali. In un settore dove le scelte sono pressoché infinite per prender decisioni bisogna essere molto informati. Il secondo scoglio che ho incontrato è la scarsa informazione sul web. È vero, stiamo parlando di attrezzi frequentati ormai da un esigua minoranza di persone, che per la natura retrò dei prodotti, molto di rado hanno dimestichezza con la rete anche solo per il fatto di avere tutti un’età superiore ai 70. Ma siccome amo tutto ciò che è antico e tradizionale, dalle pipe ai cappelli passando dai papillon, eccomi qui. Non so perchè ma tutto quello che si usava una volta mi affascina e mi dà un’idea di solido, definitivo e durevole che stride enormemente con il mondo di oggi, tutto usa e getta. Sarà la crisi, sarà che non ne potevo più di irritarmi le guance solo a guardare un rasoio, sta di fatto che sono pronto a condividere quello che ho imparato.
Visti i pochi indizi che la rete mette a disposizione dei neofiti della barba ho deciso di raccogliere qui idee, impressioni, consigli e informazioni utili.
Prima di tutto però bisogna chiarire una cosa basilare. Il perché. Perché spendere quattrini per dotarsi delle più svariate attrezzature quando posso tranquillamente avere un bel rasoio elettrico che si smazza tutti i problemi. Naturalmente io partivo da un problema di fondo. Il rasoio elettrico ha un effetto su di me in stile silk epil. Dolore, arrossamento e peli strappati. Per quello che riguarda invece la barba a mano il mio problema, pensavo all’inizio, era la barba dura e la pelle sensibile. Quindi ero convinto che il punto fosse il rasoio. Niente di più sbagliato. Il 90% delle irritazioni si evitano con la giusta preparazione. Sono l’acqua, i prodotti pre shave e la giusta schiuma a salvarvi la faccia. Il rasoio è in sostanza la ciliegina sulla torta.
Ma andiamo con ordine.
La prima scelta deve necessariamente riguardare il fulcro di tutto: il pennello.
Variano di misura, marca e pelo. La cosa principale è il tipo di pelo che compone il ciuffo del pennello. È fondamentale usarne uno in pelo di tasso, che è molto simile ai peli umani e per questo riesce a portare la schiuma in ogni anfratto della nostra barba. Va da sé che costa più di quello detto “da barbiere” in setola di maiale. A Milano il negozio istituzione è Coltelleria Lorenzi, in corso Magenta dal 1919. L’unico difetto sono i costi. Ma non preoccupatevi. Lorenzi va usato per lo più come nave scuola. Usate il loro sito per farvi un’idea dei prodotti disponibili. Una volta che avete individuato quello che fa per voi, passate al sito di un altro posto molto fornito, Collini 1955 di Novara.
Sul loro portale troverete molte offerte. Questo è solo un passaggio intermedio. Non vi toccherà andare a Novara. Una volta scovati sconti e offerte per l’acquisto andrete alla coltelleria (il nome ve lo recupero in giornata, l’ho dimenticato) di Corso Genova a Milano. Vi chiedete perché non andare drittamente lì? Per due motivi: il primo è che è meglio arrivare preparati, il secondo è che non hanno un sito.
Torniamo ai pennelli. I migliori per me, anche meglio di quelli artigianali che ogni coltelleria produce, sono i tedeschi Muhle. Per cominciare, visti i costi, partirei da una terza scelta di misura media. Perché un pennello duri nel tempo è capitale che si asciughi a testa in giù. Per questo è fondamentale un trespolo (un sostegno da pennello). Va da sé che se dovete comprarvi pennello e trespolo conviene già pensare ad un trespolo che abbia lo spazio per il rasoio. Caso vuole che la Muhle offre un trespolo con pennello di tasso e rasoio (la tipologia la vedremo poi) a 80 euro. Che è una cifra veramente buona se si pensa che da Lorenzi solo un trespolo (senza nulla da attaccarci) viene già 100 euro. Oltre al pennello in pelo di tasso il mio consiglio è di munirsi anche di uno “da barbiere”. Vi servirà per evitare di dover montare la schiuma con quello di tasso e rovinarlo inutilmente (viene solo 9 euro). Ecco qui altre marche che producono pennelli di qualità: Omega (giusto per essere patriottici), Plisson, Vulfix, Simpson, Mondial, Kent e Semogue.
Il secondo argomento fondamentale è il rasoio.
La scelta è tra quattro categorie: multilama a testine intercambiabili, di sicurezza, shavette e mano libera.
Quelli multilama li conoscete tutti, (Fusion, Proglide, Mach3) e il consiglio è quello di prenderne uno. Usare un metodo antico non significa ignorare la tecnologia e le migliorie.
Il rasoio di sicurezza ha la forma e l’uso dei rasoi usa e getta ma con il filo su entrambi i lati. Funziona a lamette intercambiabili.
Lo shavette è il tipico rasoio del barbiere, viene caricato ogni volta con una mezza lametta e si sua come un rasoio a mano libera.
Il rasoio a mano libera è il rasoio per eccellenza. Ma a sorpresa sconsiglio di acquistarlo. Due i motivi principali: i costi (che comprendono oltre al rasoio anche gli attrezzi per averne cura) e la sicurezza (è l’unico tra quese tipologie veramente pericoloso). Una volta che saremo molto bravi e ricchi ce ne permetteremo uno per provare.
Per quel che riguarda le marche mi limito a segnalare un paio di cose. La prima riguardale lamette. Ce ne sono in commercio molte, tutte più o meno sui 4/5 euro. Ogni lametta ha un filo e una durata differenti. Le Wilkinson ad esempio sono meno taglienti e durevoli e sono ottime per cominciare. Per chi volesse un taglio più deciso ci sono le Feather mentre per una via di mezzo vanno bene le Gillette o le Dovo. Ci sono di due dimensioni: lunghe e normali. Sempre la Dovo propone gli shavette. Li sconsiglio. Sono buoni ma non migliori dei “senza marca” che hanno il sostegno per la lama in metallo e costano la metà (sui 6 euro). Non per niente li usano i barbieri.
Una volta che abbiamo pennello e rasoio arriva la parte più personale. La schiuma da barba.
Qui ognuno ha le proprie preferenze e fissazioni.
È un dovere segnalare prima di tutto i prodotti italiani. Due i principali.
Il primo è genovese, Valobra, che propone due soluzioni, una aromatizzata alla mandorla l’altra al mentolo. Il secondo, disponibile solo alla mandorla, è un’istituzione. Si tratta del Cella. Ha come peculiarità di venire ancora venduto nella confezione originale da 1 kg. C’è anche quella da 150 grammi ma perde di fascino. Da qui si passa in terra inglese e le marche sono sempre le stesse: Truefitt&Hill, Taylor, Trumper e Harris. Personalmente non amo le creme aromatizzate. Per questo ho optato per la “Unscented” della Truefitt&Hill. Saponi neutri ne fanno anche altre marche ma non erano disponibili.
L’ultimo passaggio deve essere un aftershave.
Le stesse marche inglesi che producono schiume da barba propongono anche ogni sorta di dopobarba. Le categorie sono in sostanza due: con o senza alcool. Ci sono liquidi, gel, olii e creme. La mia scelta però non è inglese, è alcoolica e soprattutto economica. Floid arancione, bottiglia da 400 ml con vaporizzatore. Proprio quello che usava vostro nonno e che ancora usa il vostro barbiere. Un prodotto spagnolo (di Barcellona) capace di farvi tornare bimbi. E costa solo 20 euro.
Ma non è finita. Ora che avete la base potete sbizzarrirvi con gli accessori.
Una cosa che non può mancare è la ciotola di acciaio per montare la crema. Costa poco e dura in eterno. Un’altra opzione sarebbe la brocca da barba (che mi sono ripromesso di comprare) in cui si mette l’acqua bollente. Ha il pertugio per mettere in ammollo il pennello e in alto lo spazio per il sapone. Un modo per tenere calda la schiuma. Ma i costi sono elevati. Altro gadjet indispensabile è l’allume di potassio. In sostanza una pietra che può fare da dopobarba e deodorante (se lo usate in un senso evitate di usarlo anche nell’altro!). Perfetta per suturare tagli e abrasioni. La migliore per prezzo e dimensioni è la Bloc della Osma.